VAR Palio RevieW

Premessa…

Torna l’appuntameto più atteso del palio… quello dove si raccontano le nostre serate in chiave semiseria… mettetevi comodi perchè… si comincia!

GIOVEDI’ 8 SETTEMBRE – RUZA LA BALA

Non tutte le balle di fieno escono col buco

Di quella notte frescolina dell’otto settembre mi rimane solo una fotografia.

Avevo una tale fame e credevo di sognare, perché, ovunque posassi lo sguardo, vedevo balle di fieno rotolare invitanti. Quanto avrei voluto rubare un boccone di quelle prelibatezze in movimento! Ma niente da fare, le deliziose sfere erano sempre assaltate da gruppetti di ominidi affaccendati. Che mucca sconsolata!

Avevo adocchiato la balla più succulenta e stavo già per muggire giuliva, quand’ecco, dal marciapiede buio, spuntarono in gruppo otto molesti umani vestiti di rosso. Oh no! Sono gli amici del mio padrone, i Torriani! Si salvi chi può!

Prima è stato il turno di Torre contro Bozzente (clamorosa sconfitta!). Non paghi di aver fatto girovagare la mia cena a ovest del parcheggio, gli otto furbetti sono corsi poi a spingerla anche a est! Due corse!

Ho sbuffato. C’era una donnina tra le riserve che sorseggiava una birra accanto a un lampione. Che sete!

Poi è toccato a Torre contro Solaro (sconfitta con polemica!). La squadra dei Torriani si è assiepata intorno alla giuria, perché sembrava che al secondo giro entrambi non avessero rispettato le regole. Squalificati!

Intanto mi ero accorta che tra i concorrenti alcuni ominidi non avevano la barba. Mi sono girata verso mia sorella Carolina che, con fare saputello, mi ha spiegato che sono “donne”, femmine di umano.

Infine, si sono azzuffati Torre e Mornera (sconfitta combattuta). Questa volta i Torriani sono stati più attenti nel cambio di squadra, hanno guardato con attenzione pali e tombini per darsi il segnale convenuto, ma erano troppo stanchi per sostenere l’impeto avversario.

Oh, finalmente è finita, adesso si mangia. La giuria è corsa in palestra a conteggiare i risultati.

Balla di fieno sei tutta mia! Ma … aspetta, che cosa fanno i Torriani? Oh no! Si sono arrampicati sulla mia gustosa pietanza … e … non ci posso credere, si scattano una foto!

Bah … valli a capire questi umani e la loro ossessione delle foto del cibo … ma non pensavo che valesse anche per i menù da mucca! Però l’immagine in fondo non è male. Mi sa che la caricherò su Instagram, #mucchettagolosetta

MERCOLEDI’ 7 SETTEMBRE – BANDIERA QUADRATA

Sotto copertura..

Ogni agente segreto sa che il modo migliore per svolgere un’indagine è travestirsi, scivolare silenziosamente tra la gente del posto e chiedere informazioni con disinvoltura. Pertanto, ho scavato una bella galleria oltre la mia trincea, ho spinto il musetto contro il terriccio del campo dell’oratorio e sono uscita nella brezza autunnale.

Bene, nessuno mi ha notata. I Mozzatesi sono troppo impegnati a distribuirsi con ordine lungo il perimetro del campo. Questa sera è tutta questione di precise geometrie. Otto concorrenti per rione si stanno posizionando lungo i lati di un quadrato immaginario, intorno a una curiosa macchina rettangolare. La vista non è il mio forte, ma mi sembra di vedere delle luci colorate accendersi ogni volta che viene premuto un bottone.

Non ho tempo da perdere, la mia missione è cruciale: raccogliere indizi sulla nazione biancorossa. Comincio subito a intervistare a raffica chi mi capita a tiro.

La talpa: «Qual è la strategia che il popolo biancorosso intende adottare?»

Il capitano: «Giocheremo un jolly per raddoppiare il nostro punteggio finale, abbiamo una squadra di gambe formidabili e crediamo davvero di potercela fare»

La talpa: «Signora, la prego, ci presenti i coraggiosi competitori che questa sera si batteranno per la propria patria»

Signora P.: «I nostri ragazzi si sono allenati tutta l’estate per esser pronti questa sera. Si sono esercitati al buio, con qualsiasi intemperia, qui, al parco, sfidandosi a turno l’uno contro l’altro, pur di diventare perfetti. Abbiamo quattro ragazzi, Acram, Micheal, Adam e Massimo e quattro ragazze, Chiara, Ilaria, Melissa e Sara, ma un unico cuore d’acciaio!»

La talpa: «Qual è stato il momento di massima tensione di tutta la competizione?»

Signor M.: «Quando ci siamo resi conto che anche il rione Bozzente sapeva il fatto suo e tentava di raggiungerci. Per questo vedere il nostro Acram riprovare mille volte, scivolare a terra, sbucciarsi le ginocchia pur di riuscire alla fine a vincere il punto ci ha esaltati oltre ogni dire. Arrendersi non è nel nostro spirito.»

La talpa: «Sicuramente avevate in squadra anche dei portenti favoriti dalla natura …»

Signor S.: «Ilaria non ha perduto una sola manche, non correva, volava senza peso. Si è allenata come atleta tutto l’anno, non ci sarebbe potuta esser storia per nessuno …»

La talpa: «Qualche incidente durante la serata?»

Signora E. della giuria: «Quel maledetto aggeggio… i bottoni non funzionavano sempre… abbiamo dovuto ricorrere ai vecchi mezzi e piazzare un giurato al centro del campo con l’accordo di tutti i capitani. Moriva dalla paura di esser travolto da queste piccole furie!»

Signora M: «… e quello lo chiami incidente? Non hai visto che Adam correva in sandaletti a momenti? Mitico quel ragazzo… ha vinto lo stesso anche senza scarpe… per non parlare di quelli che oggi pomeriggio si sono allenati a calcetto …»

La talpa: «Ultima domanda per le fan del fitness… che dieta seguono questi atleti per esser così in forma?»

Signor T: «Mah … un po’ di tutto … fegato di campione, mortadella del corridore, pane e grinta, formaggio del coraggio, uva di rosso pinta, biscotti coi botti, sale allo scatto, pasta alla rincorsa, ortaggi per gli atterraggi, vinello di forte sanguinello …».

Oh no, questo non la smette più di parlare! Mi sa che è il momento perfetto per defilarsi, mentre sono tutti distratti dal fiume gastronomico. Missione “Torre – sotto – scacco” compiuta! Si torna alla base …   

MARTEDI’ 6 SETTEMBRE – CERCHIO E TRAMPOLI

Tempo da Lupi, Oggetti Fatati…

Questa notte si addensano nuvoloni sopra ai tetti di Santa Maria Solaro. Sono le 21.00, fulmini fendono l’oscurità in lontananza e mi vibrano i baffi, carichi di elettricità. Questo non è tempo per sgattaiolare tra le grondaie e rincorrere i topi, ma credo che mi accuccerò con classe su un balcone, a zampette conserte, per leggere una fiaba tra le fusa e una pioggerella leggera…

C’erano una volta dieci prodi avventurieri, che, avvolti nelle loro casacche rosse come il sangue, decisero di compiere l’impresa più magica di tutte: portare in salvo un antico cerchio incantato dagli arcani stregoni della giuria. Ma la strada era impervia, disseminata di infidi conetti grandi come montagne, passaggi stretti come foreste intricate, birilli aguzzi come cime innevate.

“La compagnia dei dieci” furono ribattezzati: la dama Ludovica e Lorenzo della Valle Dorata, Chiara dal Maniero con l’elfo Tommaso, Alyssa di Bianca Fonte insieme a Cristian l’arciere, la maga Michela e Kenan il cantastorie, accompagnati dall’araldo Alessandro e sotto la guida della dolce regina Vittoria.

Il cammino era lungo e tortuoso. I valenti eroi furono prima fermati dai soldati di re Solaro. Era il primo scontro di rodaggio, qualcuno fu affranto e perse il coraggio, il cerchio fuggì così, qua e là, nel bosco selvaggio. I dieci lo inseguirono nel verde più folto, ma incontrarono dei ninja del fiume Bozzente, a lungo addestrati tra le canne palustri. Il cerchio dal terrore si era rianimato e rotolò a precipizio verso il contado. Nella corsa ogni oggetto però aveva resuscitato, i dieci schivarono, inciamparono ma ormai avevano imparato. Di fronte ai mugnai ignari di borgo Mornera, finalmente agguantarono il cerchio e lo riposero in una sicura miniera.

Ma l’incantesimo non era stato spezzato, persino dei trampoli aveva contagiato. Questi si alzarono come spiedi imbronciati. I dieci si ritrassero un po’ spaventati. Ed ecco, dal buio più fitto della miniera, emersero dei salvatori, un mangiafuoco, Filippo Barbanera e la sua ancella più preziosa, Alice, fata della sera.

A tutti i trampoli fecero subito gola, a soldati, ninja e mugnai in coda. Ne rubarono alcuni e corsero via. In un lampo fu acerrimo inseguimento. Alice era la sola che, con grazia femminile, cambiava la storia e i trampoli domava, mentre Filippo rimontava e a tutti ricordava che ogni magia può essere infranta con pazienza, allenamento e un po’ di acquasanta… Si è fatto tardi, la fiaba è conclusa e questo gatto sornione se ne va a dormire…Poso le “Cronache della Torre” accanto alla ringhiera … oh, guarda laggiù, una bimba si è addormentata tra le braccia della mamma… non sarà Riccioli d’Oro? Forse che le fiabe son poi storie vere?

DOMENICA 4 SETTEMBRE – Le Maratonine

Un Maratoneta in incognito…

Che trambusto! Sono le quindici del pomeriggio di una domenica ed è del tutto impossibile schiacciare un pisolino al Parco Guffanti! Scende persino la terra dal soffitto della mia tana! Accidenti, non mi resta che uscire fuori, ma prima rubo uno sguardo veloce al Coniglalendario: 4 settembre, è il giorno della maratonina!

Sotto la luce del sole un tripudio di gente e di colori, di sorrisi e di bandiere, ma ai miei occhi spiccano subito i bipedi biancorossi, pronti per immortalarsi in una foto. Ma quanti sono? Devono essere una tribù di pellerossa: guarda che volti affiatati, che risate allegre, certamente condividono un legame speciale.

All’improvviso, qualcosa richiama la mia attenzione: mi infilo tra le gambe e corro il rischio di qualche solenne pedata, pur di osservare da vicino il misterioso cartoncino che portano al collo. Di sicuro contiene un messaggio criptato che sarà rivelato solo all’arrivo! Lo voglio decifrare, per la gloria di tutti i conigli!

Allora cerco di captare i discorsi dei vivaci due – gambe, ma durante la passeggiata non si parla d’altro che del grandioso evento di questa sera: la maratona competitiva! Dieci concorrenti per rione contro 5,3 km di pura agonia! Tra le file delle leprotte: Pamela “sprint di fuoco”, Camila “razzo atomico”, Michela “zampe forti”, Cecilia “corri-vento” e Alyssa “fior di corsa”. Tra le file dei leprotti: Simone “belva umana”, Seba “il corsiero dal biondo pelo”, Stefano “fine levriero”, Gianluca “saetta in atto” e Lorenzo “la fata dello scatto”.

20:30. La luce sta già calando, i due – piedi sono tutti radunati sul sagrato. Gli atleti prendono le pettorine nel salone dell’oratorio. I biancorossi ricevono i numeri dall’11 al 20 e me li appunto diligentemente, devono essere anch’essi parte del codice cifrato! Quindici minuti e il momento della rivelazione è arrivato: tocca alle leprotte, tutte in fila sotto la discesa. Stretching fatto, lacci annodati, si va!

Pamela domina la corsa in seconda posizione. Non c’è vicolo sbilenco, angolo nascosto o tombino impertinente che la fermi ed è subito sul podio. Seguono le mini leprotte, che tagliano il traguardo tra le prime dieci. D’altronde hanno l’asso nella manica, una coniglietta simpatica, la Cri groupie selvatica, che incita le concorrenti sulla tremenda salita “buio pesto”.

Mentre le leprotte si liberano delle parrucche sudate e abbracciano i fan, nel cuore riscaldate, è il turno dei leprotti: qui non si scherza, è la gara del millesimo di secondo. Per questa volta mi cimento anch’io con i watussi della Torre, fiero del mio mezzo metro con orecchie incluse.

Al “via” dell’uomo col microfono non esiste storia, Simone vola in testa, dietro ad Abel di arancio vestito. Sfilo via a zampe levate per quattro giri intorno alla piazza. Però mi fermo in via Manzoni per un thè senza dissapori. Ma subito mi ricordo della faccenda con la tartaruga, no, no, no … questa volta non mi farò fregare, per la Torre mi tolgo tutte le zavorre! All’ultimo giro sono primo, ecco il balzo finale e atterro oltre la linea. Seba è quinto con furore e tutti gli altri dietro con onore.

Solo allora risolvo il mistero del messaggio sui talloncini: in gara non sono ammessi i veri leprottini! Però ne è valsa la fatica, ora posso scrivere una cronaca impreziosita!

Per “Il Torre Gazzettino”, questo è tutto dal leprottino 😊    

SABATO 3 SETTEMBRE – GIMKANA

Cavalli a due Ruote

Che trepidazione! Avevo sentito dire che ci sarebbe stato un grande torneo di umani questo pomeriggio e certo non intendo perdermelo… sbatto le ali il più veloce che posso e plano su piazza Cornaggia.

Quanti colori! Quelle macchioline gialle, verdi, arancioni devono essere i prodi cavalieri! Ma le mie preferite sono proprio le rosse. Sembrano così vivaci con tutti quei cuccioli d’uomo che corrono qua e là.

La gara sta per iniziare: mi poso lievemente su un traliccio.

Il primo cavaliere sale sul suo destriero, schizza svelta come una freccia. “Vai Sara” gridano dalla collina! 54 secondi, è la più veloce fino a questo momento!

Tocca a William della dinastia dei Chiari. Balza a cavallo e galoppa tra birilli e copertoni, così leggero che spicca il volo in uno sbuffo di fumo.

Forza abitanti della Torre!

Ma la sfida si fa più difficile! Ecco un agguato delle milizie ausiliari blu, alla trave di legno: la macchina da guerra viene liberata dai minacciosi materassi. Più che una gara inizia a sembrarmi una vera battaglia.

È il turno di cavalleria di seconda fascia, Chiara e Tommaso indossano l’elmo e saltano per primi sulla trave con piglio baldanzoso.

Seguono i cavalieri di terza, ma Tommaso ha mangiato la pietanza energetica speciale della famiglia Sofrà ed è pronto a ritentare la cavalcata insieme alla fidata scudiera, Cecilia dei Balbo.

Tra la tifoseria c’è scompiglio, un cavaliere arancione ha infranto la barriera del suono, 38 secondi di forsennata impennata!

Mancano solo gli ultimi partecipanti, Luca dei Sofrà e Pamela di casa Basilico, che oliano bene gli ingranaggi ai loro cavalli. Luca viaggia, non teme vento né tempesta, curva con grazia principesca e approda al traguardo. Questo sì che si è allenato fin dalla puerizia! Pamela parte, teme il salto della morte sul fossato, ma fissa il nemico dritto negli occhi e… il suo destriero spara fiamme da didietro, la donzella balza, incanta, vince tutto, paura, assalto e con coraggio!

La battaglia è terminata, gli umani tornano nel contado… e io tutto vi ho raccontato…il mio compito è finito, mi sento il cuore un po’ più ardito.

Dalla piazza è tutto, reporter Rondinella, linea a Tg Torre. 😉     

GIOVEDI’ 2 SETTEMBRE – GIOCHI D’ACQUA

Chi ben comincia…

Tutte le avventure hanno un inizio e un obbiettivo da raggiungere. Batte il cuore, sale la concentrazione, ci si china sui blocchi di partenza! Adagiata sul mio ramoscello vicino al campanile dell’oratorio io, piccolo bruco, guardo i nostri giovani, sempre pieni di entusiasmo, come ho fatto per tutta l’estate. È il 2 settembre e sono ancora qui, accanto a voi, perché non potevo perdermi un evento tanto atteso! Questa è la serata dei giochi d’acqua, dopo un’estate caldissima, è arrivata finalmente la fine della siccità, pronti a bere per festeggiare?

Ore 20:30: squadra riunita…guardo tutti i volti degli atleti, c’è un profumo epico nell’aria…dei guerrieri con i volti dipinti di rosso, un fiume in piena che rompe gli argini dei fili che delimitano il campo, i limiti a noi non piacciono!

Ore 21: risuona il fischio d’inizio e La Torre parte subito con grinta, che sprint! Solo il Mornera ci sta davanti. Tra le grida e i rulli di tamburo la spugna va leggera. Mornera in testa ma noi subito dietro.

All’improvviso è il momento della remuntada, sale l’urlo del capitano dalla postazione palloncini, subito consegna l’alabarda spaziale agli atleti pronti per abbattere gli alieni degli altri rioni e proteggere la terra! Ludovica parte a cannone, ultimo palloncino e tocca a Mohamed, che raggiunge la velocità della luce e guadagna la seconda doccia della giornata! Ma l’acqua non ci spaventa…tocca ad Amhed, i palloncini scoppiano più veloci…iniziate ad urlare…siamo primi! Neanche gli argini riescono a contenere la marea biancorossa, questa sera siamo davanti! Ma ci sono degli antichi palloncini da portare in salvo e ci pensano i nostri ragazzi e le nostre ragazze…possiamo dire “io c’ero, amore vero”!

Mi avvolgo nella bandiera come un bozzolo, pronta a spiegare le ali bianco rosse! Il mio compito per stasera è finito, passo e chiudo!

Il vostro Brugiornale 

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